GOLCONDA MARITTIMA

Il nostro Jean da ieri è al mare a Riccione. Partì di buon’ora con il primo treno, quello delle 5 e mezza che lo avrebbe portato a Bologna. Partì presto perchè la tentazione di scendere a Bologna e farsi qualche ora di mercato prima di andare al mare, era potente, tant’è che Jean fece proprio così, nel dispiegarsi del suo tour si fermò a Bologna per 2 ore e un po’. Arrivato poi a Riccione Jean prese possesso della sua stanza e lì si appisolò per un paio d’ore. Sognò bello, quasi come il faraone nella Genesi, il quale sognò di trovarsi sulla sponda del fiume e da lì uscivano sette vacche, belle e molto grasse e si mettevano a pascolare l’erba della riva, ma ne uscivano anche sette vacche brutte e molto magre, che si mangiavano le altre. Così come questo sogno turbò lo spirito del faraone, Jean sognando di incontrare durante il suo pisolino 7 o più donne adornanti il fiore di quell’età tra la spiritosa gioventù e la reverenda vecchiezza, senza vestiti addosso, si svegliò pieno di energia e carica erotica. Decise quindi di scendere nel flusso turistico e mi raccontò di essersi beato di entrare in tutti i negozi di Viale Ceccarini rimanendo abbagliato dall’esplosione di colori e di gioia che questi gli suscitavano. Jean scorrazzò fino a notte fonda per le vie di Riccione. Mentre stamattina durante la nostra telefonata Jean disse di essersi trasferito a Rimini, perchè era giorno di mercato, ed era determinato a trovare e comprarsi un paio di sandali rigorosamente rossi. Jean si sentiva straordinariamente ricco, e per ora il mare lo vide appena.

Ciao Amici!

SUMMER JEAN

Jean stava per completare gli ultimi preparativi prima della sua partenza di domani per Riccione. Il preparativo numero uno era stato quello di non eccedere con le seghe in queste ultime due notti, per rimanere molto performante una volta arrivato al mare. Il secondo preparativo era relativo al fare l’ultimo bucato entro la mattinata per riuscire ad avere gli indumenti preferiti asciutti in serata e pronti per essere messi nel trolley. Il terzo preparativo era quello relativo al procacciamento del trolley che Jean non possedeva ma che la provvidenziale Anto la parrucchiera sarebbe riuscita a dare in consegna a Jean. Jean sulle prime sperava in un regalo del trolley, ma per colpa dell’era D.C. , Anto la parrucchiera non poteva più disporre a piacimento di quel trolley, che era di suo figlio il quale sarebbe rientrato a breve a casa. Il figlio della parrucchiera dall’anno scorso lavorava nell’arcipelago delle Antille francesi come barman. Precisamente lavorava niente popò di meno che a Saint Barth, tuttavia la crisi mondiale da covid, che non ha risparmiato il turismo internazionale ha fatto sì che costui venisse licenziato. Pertanto una volta tornato a casa, dopo aver vissuto in un posto paradisiaco, di certo la prima cosa di cui avesse avuto bisogno sarebbe stata consolarsi col suo vecchio trolley. La questione così motivata era piuttosto chiara e Jean aveva accettato con gratitudine quel prestito. Era un vantaggio molto evidente quello che Jean aveva ricevuto, inoltre in questo momento si poteva anche permettere di andare in vacanza perché aveva una solida pensione, ed aveva investito bene (sperava) la sua eredità, mentre il figlio della Anto non poteva più tuffarsi data l’incertezza del momento. Il quarto preparativo di Jean era quello di avvisare tutte le persone che serviva della sua assenza fino a lunedì. Il quinto preparativo era quello di prelevare in banca i soldi per la vacanza. Ora Jean era pronto, pronto anche a prendere pioggia domani dal suo arrivo fino alle 11 del mattino di sabato, così almeno dettavano le previsioni meteo per Riccione. Jean aveva il piano B sempre a disposizione che era quello di trascorrere i momenti piovosi nei centri commerciali da lui amatissimi.

Ciao Amici!

SOTTO IL SOLE….SOTTO IL SOLE…

Jean decise di mettersi il giubbino catarifrangente anche di giorno, con 35 gradi all’ombra, durante i suoi giri da Rider. Dopotutto il suo giubbino è smanicato ed abbastanza largo di misura, e non dovrebbe tenere tanto più caldo di una mascherina anti covid sistemata come si dovrebbe. Jean aveva deciso di farlo perchè con Monica sembrava piegare male. Le aveva telefonato per chiederle se poteva andare da lei ma non aveva ricevuto alcuna risposta. Jean tuttavia non perdeva completamente la speranza di tornare a casa di Monica. Così come Jean non perdeva la sua speranza, anche la signora che durante la fase 1 D.C. spasimava per incontrare il Guerrafondaio, non perdeva la propria. Adesso però per la signora era diventato tutto più difficile, almeno in ottagono, in quanto il guerrafondaio aveva smesso di comprare verità stampata e si faceva vivo non tutti i giorni, mantenendo tuttavia lo stesso disperato bisogno di guerra. Nei tentativi vani sviluppati dall’ottagono di contrapporre alla guerra l’idea dell’intelligenza del vivere, il Guerrafondaio che sembrava mollare un po’ le sue posizioni, ritornava poi sempre, un po’ come il covid, nuovamente carico di spaventosa minaccia. Il nemico era invisibile anche per il Guerrafondaio, invisibile e di sinistra. Lo spillover del nostro teatrino comunque prevede che venerdì il nostro Jean parta per Riccione alloggiando all’hotel Colombo in viale Ceccarini e vi resti fino a domenica, senza Monica ma con le pinne il fucile ed occhiali… e mascherina.

Ciao Amici!

L’UNIONE REGGERÀ?

Jean era un po’ sulle spine perché dopo aver telefonato a Monica con l’intenzione di farle visita, lei gli aveva risposto picche. Monica l’aveva fatto, come si sarebbe detto nel XIII secolo, maestosa nel tono e nell’intenzione oltre ogni stima. Ma Jean non per questo si rassegnò, e per incontrarla aspettava solo di trovare un pretesto migliore. Jean, a cui non mancava certo il coraggio della paura, decise che il pretesto migliore potesse coincidere con quello di invitare Monica a bere qualcosa assieme a lui e conseguentemente riuscire a sfoggiare il suo nuovo giubbino catarifrangente. Anche se bere qualcosa assieme a Monica era un’operazione azzardata a sentire Jean. Un banco di prova del bere insieme c’era infatti già stato tra i due, quando Jean l’aiutò a sistemare i documenti di lei, e ad un certo punto fecero una breve pausa, davanti ad un bicchier d’acqua. La descrizione di Jean sullo stato di Monica davanti al bicchiere, che ne seguì, fu registrata nell’immaginario dell’ottagono come la trasposizione del quadro di Edgar Degas intitolato “la bevitrice di assenzio”. Jean descrisse Monica che ad un certo punto si fece assente con lo sguardo come perso nel vuoto davanti al suo bicchiere pieno. Poi però Monica si riprese, e fu a quel punto che chiese a Jean con quale mezzo di trasporto fosse arrivato a casa di lei. Jean meditava tra sè e sè che se davanti ad un bicchiere pieno Monica si astraeva così, lui avrebbe anche potuto immaginarsi il bacio della fata….di Tchaikovsky.

Ciao Amici e Buona domenica!

L’IDEA DI SCORTA

E Jean ritornò a casa di Monica e passarono assieme due ore liete a mettere a posto dei documenti di lei. Mentre mettevano a posto documenti non ben identificati da Jean, i due parlarono delle loro vite. Monica raccontava a Jean dei bei tempi in cui studiava niente popò di meno che alla Sorbona, a Paris in Rue des Ecolès. Gli anni parigini pare fossero rimasti le ultime vestigia della vita piena di Monica, la quale, successivamente riapprodò in Italia ed incontrò Jean a Verona. Jean ascoltava con vero interesse i racconti monicali e monacali, anche se avrebbe preferito ascoltare qualche storia più pepata delle di lei esperienze. Jean arrivò da Monica con la sua bici e lei lo fece accomodare e nel cortile di casa propose di sistemare anche la bici di Jean dicendogli dove parcheggiarla. E Jean obbedì. Ma poi tra la Senna e i proustiani ricordi, Monica di punto in bianco chiese a Jean….”con cosa sei venuto qui?” Jean un po’ imbarazzato fece notare a Monica che era stata lei a sistemargli la bicicletta. Jean da quel momento si mise a pensare che Monica fosse un po’ più stordita della norma degli umani. Tuttavia stamattina decise di andare ancora da lei, in questo pomeriggio e per l’occasione alla Coop si comprò un giubbino catarifrangente per essere visibile sulla strada prevedendo di tornare solo a tarda notte. Et voilà!

Ciao Amici!

COSTI QUEL CHE COSTI

E Jean si mangiò uno in fila all’altro 5 baci perugina appena regalati dall’ottagono. Se li mangiò prima di andare a pranzo, dopo aver consultato le frasi ad effetto che li caratterizzano. La prima frase fece sobbalzare il sangue a Jean è gli ricordò immediatamente che ieri pomeriggio si era spinto in bicicletta sino a Felonica, cosa desueta per Jean, deciso ad andare a trovare una coetanea sua conoscente. Jean senza farsi annunciare la trovò in casa. La coetanea vive da sola, e si chiama Monica. Jean e Monica si erano conosciuti ai tempi dell’Università a Verona quando Jean frequentava la facoltà di economia e commercio e Monica quella di Lingue. Jean conservava un bel ricordo di Monica, creatura femminile dalla carnagione olivastra che a detta di Jean la faceva assomigliare un po’ ad una zingara. Jean ci tenne a sottolineare che a lui le femmine piacciono un po’ zingare e gli venne in mente la canzone della Zanicchi ….prendi questa mano, zingara….Jean tuttavia non andò al cospetto di Monica lì per lì . L’aveva incontrata casualmente al Famila la settimana prima ed avendola riconosciuta e parlando con lei trovò di che organizzarsi per andare a farle visita. Jean lo decise sui suoi due piedi, e senza esitazioni si portò a casa di Monica a costo di sembrarle indiscreto. Monica lo accolse in casa e gli raccontò alcune delle sue infelicità tra cui quelle relative alla salute che a suo dire era piuttosto cagionevole. A Jean piacque questa confidenza e credetemi fu abbastanza per sentire Jean sentenziare per l’ennesima volta che si era innamorato.

Ciao Amici!

IL RIBALTONE DEL DESTINO

È arrivata l’estate 2020, è arrivata puntuale, e sarà perfetta. Non va dimenticato che anche l’anno scorso l’estate è stata perfetta, e grazie ai mojito del Papeete si è ribaltata la nostra storia politica. Jean Valijean stamattina dopo aver partecipato alla santa messa ha sentito forte il richiamo dell’estate, tanto che gli è venuta una voglia improvvisa di mare. Jean deluso dall’amico Bol sempre meno incline a spostarsi da casa, mi chiese un prestito di 20 euro e decise di partire da solo. Jean con la stessa filosofia di Bersani che dice …ragazzi non siamo mica qui a far la ceretta allo Yeti, oppure dice ….ragazzi non siamo mica qui a dare l’autan alle zanzare, non vuole aspettare che la sua anima lo segua, Jean è movimento, Jean decide e parte. Ma una volta arrivato a Ferrara Jean mi telefona deluso e mi spiega che a seguito del covid 19 è stata temporaneamente soppressa la Freccia Orobica che l’avrebbe potuto portare fino a Pesaro. Anche se Jean si sarebbe fermato certo prima di Pesaro, si sarebbe accontentato del primo mare disponibile, non importava quale, il profumo di mare era più o meno quello. Jean decise di rimanere a Ferrara e ripartire con l’ultimo treno disponibile, che sempre a causa covid era solo quello delle 17.30. Che anche i treni risentissero del virus era per Jean un concetto quasi inaccettabile, ma l’estate era appena iniziata e tutto poteva ancora cambiare.

Ciao Amici e Buona domenica!

TUTTO CHIEDE SALVEZZA

Ed in ottagono, con la semplicità straordinaria con cui arrivano gli errori, arrivò per sbaglio un illustrato porno. Il costo abbordabile di 4 euro stuzzicò immediatamente la curiosità di Jean Valijean il quale decise di investire immediatamente quella cifra pregustando la sua notte arrembante. La novità fotografica ad alto livello di definizione delle nuove femmine catturate da Jean, tuttavia non migliorarono particolarmente il suo appetito già abbondante. Seppur anche nell’immaginario di Jean una femmina, come la metti la metti, la rivista appena presa era porno ma un po’ deludente in quanto non vi erano scene di sesso o di ambiguità tali da sedurgli ulteriormente l’ appetito. Le migliori nutrici di fantasia di Jean restavano ancora quelle femmine che si trovavano sulle ormai stropicciate storiche riviste di quando Jean era trentenne, riviste che Jean conserva con cura. La prossima volta che per sbaglio in ottagono arrivassero simili novità Jean probabilmente non si lascerebbe più tentare da qualcosa di un po’ lontano da uno dei sette peccati capitali.

Ciao Amici!

L’INCONTRO

Mentre la moglie di Ben, il cui nome è Donna Lola, chiara, bella…così come tutte le mogli fortunate ed anche un po’ borghesi, è a godersi il mare senza il consorte, Ben ieri, da buon socialista è andato a trovare la sua barbona nera. I barboni neri non sono certo razze alla moda. L’amica barbona di nome Chanel oltre ad essere nera è inoltre un tipo gigante, davvero gigantesca, alta 3 volte tanto l’altezza di Ben al garrese. Chanel guarda Ben dall’alto al basso ed insieme formano un black & white amabilissimo. Ben non sarebbe mai riuscito a prendere Chanel per moglie, un po’ perché è troppo alta e poi perché gli sarebbe costata troppo di parrucchiere. Chanel comunque si era accasata presso la toelettatrice di Ben, ed aveva fatto bene perchè l’arte del grooming necessaria a tenere l’esemplare di femmina in condizioni impeccabili per la cura del regale mantello, le erano così assicurate. Ben ieri dopo essersi fatto rasare a spazzola come un marine pronto per una super missione, raccontò a Chanel le avventure e disavventure che gli erano capitate nell’era D.C. tra cui l’evento fortuito del suo primo accoppiamento. Ora la moglie Lola se la spassava assertivamente coccolosa su di una spiaggia dell’Adriatico in attesa della nascita dei Benini. Di questa dolce attesa avevamo avvisato anche il vecchio Enzo, la settimana scorsa, durante una delle nostre videochiamate. La inserviente della casa di riposo che sosteneva il cellulare per la videochiamata fatta al vecchio Enzo probabilmente ascoltava divertita i discorsi di sesso che io ed Enzo ci eravamo messi a fare, sulla prima volta di Ben e di Lola. Enzo rimaste piacevolmente sorpreso dell’evento e non ci avrebbe mai scommesso nulla sul fatto che Ben potesse riuscire con me al suo fianco. Ma l’ottagono, equivalente moderno del mistero dell’Immacolata Concezione, è una struttura serafica, estranea a qualsiasi cosa che non sia bella o buona, pertanto anche per Ben che nell’ottagono risiede, nulla di quanto risultò impossibile.

Ciao Amici!

LA CLASSE NEL GOVERNO DEL SE

Grazie all’inflazione che torna ad essere negativa Jean non perde di vista le occasioni per rifarsi il guardaroba estivo. Gli ultimi acquisti riguardano due paia di calzoni lunghi sui toni del grigio topo e grigio tortora, un po’ stretti in cintura per ora, ma Jean resta fiducioso di riuscire a perdere un po’ di pancia se non nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Le soluzioni implementabili da Jean per dimagrire sotto la sguardo curioso del coronavirus, non sono ancora pianificate al millesimo. Tuttavia Jean sta già tentando da qualche tempo di mangiare meno salamino piccante, ed è quindi ottimista sui risultati del dimagrimento che sarebbero arrivati a breve termine. D’altra parte supponendo che il cibo sia un virus con il quale convivere e dialogare, componendolo e scomponendolo nel laboratorio della cucina e poi in quello alchemico dello stomaco, Jean poteva tranquillamente dire che di nutrizione ne sapesse tanto, almeno tanto quanto un epidemiologo medio ne sa del covid 19. L’ottagono dal canto suo mantiene la filosofica certezza che Jean non potrebbe mai incontrato la morte per coronavirus, anche perchè la morte a differenza della vita (vita che per Jean potrebbe essere rappresentata da Lorina) non la si incontra, perchè se c’è lei non ci siamo noi, e si ci siamo noi non c’è lei, la morte. In verità questa settimana per Jean è andata un po’ così anche con la vita, cioè con Lorina, perchè al bar se c’era Lei non c’era Jean e viceversa.

Ciao Amici!